La chiave è Rinnovare, intervista a Marco Depaoli - Presidente Acica

​Marco Depaoli è stato eletto Presidente Acica nel maggio 2014, succedendo a Giorgio Amedeo, in carica dal 2006. Pavese, 57 anni, l'Ing. Depaoli è dal 2008 Amministrato- re Delegato della Gunnebo Italia, che produce cassefor- ti da più di due secoli. Vice presidenti Acica sono stati nominati Luigi Rubinelli (Conforti SpA) e Enzo Garbelli (Lem Srl), Consigliere Tesoriere Alberto Parma (Parma Antonio & Figli SpA) e Consigliere Daniele Baldini (L'I- taliana Casseforti di Baldini Angiolo S.r.l.).

 

Evolversi è un passo necessario per rispondere adeguatamente alle nuove esigenze degli asso- ciati, frutto di un mercato in forte trasformazione.Come porre in atto questo cambiamento?

Innanzitutto è necessario allargare la base associativa. Oggi Acica è composta solo da produttori, ma presto saranno  inclusi  anche  i  distributori  e  i  manutentori: abbiamo già attuato la modifica dello statuto in questa direzione. Anche nome e logo dell'associazione sta cam- biando, si chiamerà "AnimaSicurezza, soluzioni e servizi per la custodia di beni e valori". Acica infatti era troppo limitativo: per riflettere al meglio la nostra nuova identità, perciò vogliamo appoggiarci a un brand importante come Anima, mantenendo al contempo una dicitura che chiarisca chi siamo. Inoltre Acica intende migliorare la propria visibilità attraverso il rinnovamento del sito internet, conferendo una nuova veste al materiale asso- ciativo e partecipando all'organizzazione e alla sponsorizzazione di eventi.

Un altro obiettivo è sostenere lo sviluppo del business dei nostri associati, cosa che potrà avvenire prima di tutto supportando la certificazione degli installatori e dei manutentori. Esiste infatti una nuova normativa che permette di certificare a livello nazionale questa "professione non regolamentata". Poter effettuare tale certificazione è un'attività importante, perché qualifica il personale e di riflesso l'azienda.

 

A quali novità in campo normativo sta lavorando l'associazione?

Oltre a quanto già detto sulla certificazione di manutentori e installatori, l'associazione si impegna a rafforzare il suo ruolo europeo. Abbiamo un rappresentante in Europa all'interno del gruppo Wg1 del CEn TC 263. La nostra presenza ha lo scopo di aggiornare le normative in funzione delle nuove tecniche di attacco alle casseforti.

 

Come commenta, parlando di mercato, l'anno ap- pena passato? A inizio 2014 si prevedeva un picco- lo segnale di incremento della produzione rispetto all'anno precedente. Un trend che si è confermato?

Il 2014 è stato un anno connotato da grande incertezza sugli investimenti in molti settori, in primis in quello bancario, non posso perciò parlare di segnali positivi: è stato un anno difficile per i clienti e dunque anche per noi. I livelli produttivi infatti hanno registrato un calo dello 0,3%, con un export comunque stabile. Per quanto riguarda il 2015, invece, si intravedono piccoli segnali positivi: le previsioni dell'Ufficio studi Anima parlano di un recupero della produzione che dovrebbe attestarsi sui livelli del 2013 (+0,5%), così come le esportazioni, che dovrebbero aumentare dell'1,5%.

 

Quali sono i paesi maggiori competitor fuori dall'Italia?

Sarebbe più corretto parlare di competitor che arrivano dall'estero in Italia, cercando di inoltrarsi nel mercato domestico. Tra questi vi sono principalmente la Slove- nia, l'Austria, la Germania e la Spagna, tutti Paesi che minacciano il nostro business.

Da parte nostra siamo, e saremo sempre di più, molto attivi sull'internazionalizzazione:  desideriamo  aiutare le aziende a selezionare i mercati più adatti, in cui non sono presenti, ad esempio, elevate tassazioni all'ingresso o importanti costruttori locali.

 

Qual è il ruolo dell'Europa per l'Associazione, come incide sul vostro mercato?

Come Acica – e domani come AnimaSicurezza – facciamo parte di Eurosafe, l'Associazione europea del settore casseforti. Uno dei problemi sui cui Eurosafe sta lavorando è quello del riconoscimento reciproco degli enti certificatori locali, vera e propria barriera all'interno del sistema Europa, che pesa notevolmente sulle nostre aziende. Mi spiego: al giorno d'oggi, se una nostra società vuole vendere all'estero, la certificazione della cassaforte deve essere fornita da un ente certificatore locale. Ciò comporta notevoli costi di certificazione per poter vendere negli altri paesi. Ciò non avviene per gli altri (una cassaforte di un produttore tedesco e certificata da un ente tedesco, per fare un esempio, viene tranquillamente accettata da molti clienti italiani e dalle assicurazioni italiane, mentre non accade il contrario).

In quest'ottica la nostra associazione come membro Eurosafe mira a promuovere una reciprocità nel far riconoscere anche gli enti di certificazione italiani all'estero. Ciò comporterebbe una notevole semplificazione dell'ex- port, aprendo nuovi mercati ai nostri associati con costi di certificazione molto bassi. □

g.p.